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25/11/2008 Giornata internazionale contro la Violenza sulle donne PDF Stampa E-mail
Friday 21 November 2008

Il 25 novembre è la giornata internazionale della lotta contro la violenza sulle donne, proclamata dall’Onu nel 1998 per ricordare tre donne simbolo di questa battaglia: 40 anni fa circa, Maria Teresa e Minerva Mirabal furono fermate, aggredite, torturate e uccise da alcuni agenti segreti del servizio militare della Repubblica Dominicana, mentre andavano a trovare i loro mariti in prigione.

Il 25 novembre è il giorno in cui morirono e in cui il mondo intero le ricorda. Il 25 novembre è il giorno in cui si ricorda la lotta quotidiana contro un fenomeno che dilaga, che interessa ogni nazione, ogni ceto sociale, ogni età della donna.La violenza interessa la società nella sua totalità.

Quasi una donna su tre nel mondo è stata picchiata, ha subito coercizione sessuale o ha subito altro genere di abusi durante la propria vita – quasi sempre da qualcuno che la conosceva. La violenza contro le donne e le ragazze è un problema universale. La violenza non guarda nessun confine, nessun reddito, nessuna cultura. La violenza è un atto fisico, sessuale, psicologico e morale contro le donne, in particolare all’interno dell’ambiente familiare.

Le statistiche dipingono un quadro agghiacciante delle conseguenze sociali e di salute della violenza contro le donne. Per le donne di età compresa tra i 15 e 44 anni, la violenza è una delle maggiori cause di morte e disabilità. La limitata disponibilità di servizi, il marchio, la vergogna e la paura impediscono alle donne di chiedere assistenza e aiuto. Questi dati sono confermati da uno studio pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2005: sulla base dei dati raccolti tra 24.000 donne di 10 Paesi, tra il 55% e il 95% di quelle che hanno subito abusi sessuali dai propri partner non hanno mai contattato ONG, ricoveri o la polizia per chiedere aiuto.

Solo nel 2006, secondo i dati Istat, le donne italiane vittime di violenza sono state 1 milione e 150 mila pari al 5,4% del totale. Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% violenza fisica74 mila (0,3%) invece le donne che hanno subito stupri o tentativi di stupri.

Nella maggior parte dei casi la violenza sessuale è stata opera del partner (69,7%) o di un conoscente (17,4%), mentre nel 6,2% dei casi di uno sconosciuto. Sono 1 milione e 400 mila le ragazze che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni. (fonte Onu)

Purtroppo , in questo drammatico quadro, occorre evidenziare che le denunce sono presentate solo da un esiguo numero di vittime ed essendo un fenomeno che spesso si verifica nel privato e silenzio delle mura domestiche, l’esatta dimensione e gravità la si può solo delineare in modo poco preciso. Ma i dati ad oggi rilevati sono ad ogni modo il sintomo di una piaga sociale ben più grave e più allargata.

Ad Maiora Onlus ha recentemente pubblicato una campagna video contro la violenza psicologica, grazie al sostegno di importanti partners (LOWE PIRELLA FRONZONI e MADE GROUP che hanno realizzato la campagna contro il mobbing familiare, e ATM che generosamente lo proietterà) che l’hanno resa possibile.

Ad Maiora risponde all’emergenza di far emergere questo fenomeno, offrendo alle donne vittime di violenza psicologica un luogo in cui essere accolte, ascoltate, aiutate e supportate in modo totalmente gratuito. Il Video sarà proiettato fino al 30 novembre nelle stazioni metropolitane per sensibilizzare e dare una prima risposta alle donne che subiscono questo subdolo genere di violenza, che lascia tracce tanto profonde quanto difficili da riconoscere per chi le subisce. La violenza morale è il focus di Ad Maiora Onlus: violenza che solo in apparenza è di difficile definizione e riconoscimento perché non lascia segni fisici, ma si caratterizza invece con comportamenti ben precisi che hanno lo scopo di controllare, dominare e limitare la libertà della donna, a volte fino a distruggere qualsiasi spazio di autonomia materiale e psicologica.

Comportamenti che in concreto si realizzano con:

  • minacce;
  • violenze verbali;
  • insulti;
  • umiliazioni anche davanti a terzi;
  • livelli di controllo altissimi sugli spostamenti, sulle telefonate in entrata e uscita, sui soldi, sui rapporti con la famiglia, che a volte arrivano alla reclusione della donna in una stanza;
  • la distruzione dei suoi oggetti, fino all’uccisione dei suoi animali domestici.

La violenza morale ha, tra le varie sfaccettature, anche un aspetto economico non trascurabile e duplice: da un lato le donne evidenziano nei loro racconti, di essere totalmente escluse anche dalla mera conoscenza delle entrate economiche del compagno. Non sanno se e quanto guadagna, spesso non viene loro dato nemmeno l’indispensabile per la gestione della spesa, e se sono loro ad avere un’entrata, vengono persino derubate.

Dall’altro ha dei costi sociali elevatissimi in quanto frena lo sviluppo della società stessa vi è infatti uno spreco del potenziale femminile, perché non permette; loro di essere partecipi della vita sociale, economica e anche politica del proprio paese; si evidenziano un incremento dei costi finanziari che il sistema deve affrontare per arginare e rispondere agli effetti negativi dei maltrattamenti contro le donne (per i servizi medici specialistici, per i tribunali, per il sistema della sicurezza); e non si può tralasciare che le conseguenze della violenza si riversano anche sulle future generazioni in termini di disagio e sviluppo.

Ad Maiora Onlus lavora ogni giorno al fianco di queste donne e mette a disposizione i suoi esperti per aiutarle. Il 25 novembre è ancora più vicina a tutte coloro che subiscono e patiscono in silenzio,il cui grido è soffocato dalla paura e dall’angoscia, dalla vergogna e dalla solitudine. Ed è  al fianco di tutte coloro che hanno trovato e trovano il coraggio di DIRE BASTA ALLA VIOLENZA!

 
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